Marocco

Marocco: il tour

Come richiesto, il secondo articolo di questo blog parlerà del Marocco. Non sarà l’unico, perchè un paese così complesso (e così bello) non può essere riassunto in un solo post. 

La mia esperienza marocchina inizia in Spagna: a novembre 2017 mi ritrovo a Malaga insieme ad Elena, in visita dal mio ex coinquilino e viaggiatore Pablo . In un pomeriggio assolato, decidiamo di partire per Tangeri. La soluzione più economica è Tarifa-Tangeri. (attenzione: a Tangeri ci sono due porti – e uno non è il porto principale della città!)
Partiamo quindi nella notte e raggiungiamo Tarifa alle prime luci dell’alba, dove ci attende già il nostro ferry per Tangeri. 

Tangeri ti accoglie nel suo caos e rumore, subito appena sbarcati. Ma, dall’altra parte, capisci come qui siano passati artisti, scrittori e musicisti di tutto il mondo. Lo percepisci. 

Il nostro piano iniziale, visti i pochi giorni a disposizione, era partire subito per Fez. Ovvviamente, quando arriviamo in stazione, il treno era già partito.
Il punto forte del Marocco non sono sicuramente i trasporti pubblici, e il nostro vagare senza troppa organizzazione neanche (ma è quello che mi piace di più!). 

Decidiamo quindi di entrare dentro la Medina di Tangeri e perderci tra le vie minuscole, che mi fanno impazzire. La bellezza degli angoli, pieni di colori e di persone, mi fanno perdere ogni cognizione del tempo e delle foto scattate. 

Ogni angolo, una foto diversa. La città è semplice, ma comunque affascintante. 

Una cosa di cui vado pazzo: i mercati locali. 
In ogni città, cerco il mercato. Io penso sia uno degli specchi della città, ma anche di tutta la cultura locale.
Al contrario della Cappadocia dove il silenzio regnava, qui il caos prende il sopravvento. Ed è bellissimo. 
Venditori di ogni tipo che urlano, cercando di attrarre la tua attenzione. Proprietari di ristoranti che ti fermano ad ogni metro per chiederti se hai fame, e così via.

Ad un certo punto si fa tardi, corriamo verso la stazione. Ci aspetta il treno per Fez. 

Dopo diverse ore di treno, arriviamo a Fez. 
Anche qui, è una magia.
Mercati locali, cibo ovunque, colori e strade strettissime.


Oltre a perderci per le strade della Medina, ovviamente andiamo subito verso l’ostello, dove lasciamo i nostri zaini e andiamo alla ricerca della cena. I marocchini non vedono l’ora di riuscire ad accapparrarti come il loro cliente. Valuta sempre bene cosa vuoi mangiare e lasciati trasportare! 
Anche di notte, la vista sulle porte di Fez lasciano senza parole.

La mattina, riposati e carichi dopo una bella notte su un vero letto, partiamo alla scoperta. Suggeritaci anche dal proprietario dell’ostello, andiamo alle concerie di Fez. 
Ovviamente ci perdiamo. Tipico. A quel punto non resta che lasciarci guidare da uno dei tanti marocchini che ci sono per strada e chiedono, appunto, se ti sei perso. 
Ci lasciamo condurre fino ad una casa/negozio di oggetti di pelle da dove si possono vedere le concerie dall’alto. 
Lo spettacolo è assicurato – oltre all’odore! 

Rimarrei qui tutto il giorno a scattare foto, ma non è possibile. Dobbiamo continuare il nostro giro perchè domani ci dirigeremo verso nord, verso Chefchaouen – la città blu. 

Questa volta optiamo per l’autobus, diverse ore verso la città più blu del mondo. Chefchaouen si trova in mezzo ad un promontorio, ed è veramente tutta blu! Arriviamo già con il calare del sole, quindi ci dirigiamo in ostello per prendere posto. Cerchiamo subito dove mangiare (non andate mai troppo tardi a cenare) e dopo una passeggiata veloce e del sano chill out in ostello, andiamo a dormire.

La mattina seguente ci prepariamo, mangiamo la nostra colazione inclusa con l’ostello, e partiamo alla scoperta della città blu.

La città blu ci regala una giornata di sole, in pieno novembre. 
Camminando tra le vie strette di Chefchaouen si possono fotografare mille scorci, tutti bellissimi allo stesso modo. Trovare la foto più bella è troppo difficile. Questo scatto racchiude tutta l’essenza di questa città: persone locali che entrano in casa, il blu delle pareti e il turismo di massa.

Infatti, l’unica pecca di questa città è sicuramente il turismo. E’ il posto dove ho fatto più fatica a trovare ciò che è caratteristico, e sicuramente le persone locali, che sono rimasti in questa “perla blu”, ne soffrono. Rimane sicuramente una città da vedere e che trova il suo sostentamento nel turismo. Devo dire che Chefchaouen mi ha lasciato molto interdetto, è così bella, ma così turistica. Arrivando da Fez, dove fai fatica a trovare un altro turista, atterrare a Chefchaouen ti riporta alla visione hotel e cartoline, ovunque. 

Però, la cosa più bella è che in quel momento sei TU quello dentro la  cartolina, che con tanta insistenza ti vogliono vendere. E appena entri in un ristorante un po’ più “brutto”, come quelli che piacciono a me, trovi di nuovo quel Marocco che fuori dalla porta sembra un po’ perduto. 

Questa è la mia #esperienza.
Per motivi di tempo, il Marocco mi sta ancora aspettando: deve mostrarmi il suo deserto. Spero presto di poter esaudire questo sogno!

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