Turchia

Turchia: la Cappadocia

La Cappadocia rimane uno dei sogni di tutti i viaggiatori. 
Ed è veramente un sogno, che nel mio caso, è diventato realtà. 

Sono arrivato in Cappadocia dopo 10 ore di autobus notturno, partito da Pamukkale, una località termale molto famosa della Turchia. 
L’arrivo a Göreme non si può scordare. L’autobus arriva direttamente nella piazza principale della piccola cittadina turca. Göreme è una delle città più grandi della Cappadocia ed è proprio come la si immagina, nel mezzo di questa regione così particolare. 
Però, come si legge in tutti i blog, il turismo è arrivato – troppo. Rimango un po’ deluso da quello che mi circonda: negozi che vendono ogni tipo di gadget, tour operator ovunque e ristoranti che producono cibo di ogni categoria e provenienza. 
Anche se un po’ critico su tutto quello che vedo, ci dirigiamo verso l’ostello dove veniamo ricevuti con la tipica accoglienza turca: non è la mia prima volta in Turchia, ma ogni volta rimango paralizzato davanti alla tanta cordialità e disponiblita del popolo turco. 
Dopo esserci riposati un po’ sul letto – finalmente un letto!, mi prende la solita agitazione di un viaggiatore che ha solo due giorni in un paradiso che ha sempre visto in foto, ma non ha potuto ancora esplorare. Odiato da tutti, impongo la mia voglia di uscire e scoprire. 

La prima destinazione è il Museo a cielo aperto di Göreme. Qui, si possono ammirare le grotte e le abitazioni costruite nella roccia, pieni di dipinti ruprestri, la peculiarità della zona. 

Dimenticavo: prima di uscire dall’ostello, chiediamo alla reception per il tour in mongolfiera. Io sono poco convinto per due motivi: soffro di vertigini e ho sempre un po’ di problemi per tutte quelle cose iper turistiche. Tra l’altro, ci dicono che le probabilità sono minime perchè la mattina del nostro arrivo il vento era troppo forte e tutti i tour sono stati rimandati alla mattina successiva, esattamente la nostra unica mattina libera.

Continuiamo il nostro giro. Devo dire che tutto quello che circonda il Museo a cielo aperto di Göreme è tanto bello quanto tutto quello che c’è all’esterno, ed è gratis. Infatti, ci incamminiamo e ci avventuriamo in mezzo alle grotte e alle rocce delle valle, appena fuori dall’entrata del museo, tra cavalli e piccoli alberi. Sembra di essere su un altro pianeta, ed è bellissimo. Qui, sono le emozioni a prendere il sopravvento, insieme all’indicie che scatta foto senza sosta. Una figata!

Quando si inizia a sentire la stanchezza delle 10 ore di pullman e della camminata sotto il sole in un ambiente arido e senza ombra, decidiamo di tornare verso il centro abitato (sono pochi km a piedi) per digersi verso la tanto agognata cena. Segliamo un ristorante più o meno tipico e mangiamo il Pottery Kebab, servito in una tazza di terracotta ricoperta da pane che fa da coperchio. Come sempre, è buonissimo: in un secondo è già finito! 

Tornando in ostello, ci avvisano che ci sono dei posti liberi per il tour della mattina successiva in mongolfiera. Ok, cosa si fa? Io poco convinto, mi faccio trasportare e dico di sì. Chissà, la sveglia è alle 4:30 e decidiamo quindi di andare a letto presto. 
L’ostello che ho scelto include la colazione (per soli 5 euro a notte in camerata da 6) e ha anche una bellissima terrazza da dove si può vedere tutta la città, un vero affare. 

Passa la notte, troppo veloce, e la sveglia suona alle 4:30. Troppo presto. Io ancora poco convinto, mi cambio e prendo la macchina fotografica con me. 
Il tour prevede il pick up direttamente in ostello, colazione e giro in mongolfiera.
Ci passano a prendere puntuali e ci portano subito a fare colazione. Qui conosciamo americani, cinesi e giapponesi che, come noi, vogliono fare questa esperienza in Cappadocia. Per alcuni non è la prima volta, per me sì – e sono anche un po’ preoccupato. 

Dopo colazione, saliamo di nuovo sul pullmino, che ci porta nel sito da dove partono le mongolfiere. Si inizia già a respirare l’alba del nuovo giorno, e l’adrenalina sale. 

Piano piano la grande mongolfiera si gonfia, sotto il calore del fuoco. Si sale nella cesta, siamo venti, divisi in quattro blocchi. Non si sta larghi, ma neanche troppo stretti. 
All’improvviso, si inizia a salire, la mongolfiera si stacca da terra.

Avete presente una farfalla? Ecco, più o meno uguale: con leggiadria e lentezza, quella a cui oggi non siamo più abituati, dove tutto deve essere adesso e subito. La mongolfiera è totalmente l’opposto. Con lentezza, si stacca da terra e iniziamo a volare. E’ magia. 

La cosa più bella è il silenzio. Non siamo più abituati al silenzio. Ci spostiamo con macchine, bus e aerei. Invece, in quel momento, mi sono accorto del suono del silenzio, così forte e emozionante. Ad un certo punto, mi sono ricordato che ho le vertigini ma in quel momento è tutto così tranquillo che non me ne accorgo più.

Una delle esperienze più belle della mia vita. Abbiamo volato un’ora, passando a pochi metri dalle case sottostanti fino a raggingere gli 800 metri. Oltre a noi, altre 150 mingolfiere hanno creato uno spettacolo indimenticabile.
Cosa posso dire?
Tutte le paure e dubbi sono svaniti e volati via insieme alla mongolfiera.

Un’#esperienza da aggiungere al mio bagaglio. 

Un commento

  • Ba'

    mi e’ piaciuto molto il tuo racconto ricco di emozioni e di dettagli sulla visita in Cappadocia… spero un giorno tu mi possa accompagnare per poter vivere le stesse sensazioni che hai vissuto sotto il cielo della Cappadocia.

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